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La cicca dell’attesa costa cara a Trenitalia

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Quando fumavo, una delle situazioni in cui proprio non riuscivo a resistere alla tentazione di accendere una sigaretta era l’attesa: una coda in macchina, un amico da aspettare, un treno in ritardo. E quante volte è capitato che il treno fosse in ritardo? A dire il vero capita ancora, eccome se capita, soprattutto qui nel Veneto felix: la Regione ci è andata giù pesante un’altra volta con Trenitalia, comminandole una super multa che verrà tramutata, come per magia, in sconti sugli abbonamenti per studenti e lavoratori pendolari. Insomma, io ho smesso di fumare, ma i treni non hanno smesso di essere in ritardo, anzi. E mi è più dolce resistere all’attesa sapendo che in aprile l’abbonamento per Padova mi costerà 5 euro e non i soliti 50 euro circa (circa perchè ovviamente non c’è nessun tariffario da nessuna parte dove si possano consultare i prezzi degli abbonamenti, nonchè dei biglietti a fascia kilometrica).

Detto questo però vorrei aggiungere una considerazione: non ho visto nessun cartellone o informazione di qualunque tipo nelle stazioni che frequento, tranne tonnellate di questionari di gradimento che gli utenti dovrebbero rimandare via fax (mi fanno morire questi burocrati) abbandonati sulle panche delle sale d’attesa. La Regione dovrebbe obbligare l’azienda a sputtanarsi un po’. Inoltre secondo me questa misura non porta benefici duraturi: tanto i soldi per pagarla li rastrellano molto facilmente aumentando le tariffe quando e come gli pare (da quando lavoro a Padova, ovvero dall’ultimo trimestre del 2006, l’abbonamento è aumentato di quasi 10 euro) o facendo pagare all’utenza 31 kilometri come se fossero 40 senza batter ciglio. Se trovo il genio che ha inventato le fasce kilometriche gli sputo in un occhio!

Ok dai, cerchiamo di non trasformare una bella notizia in una brutta fazenda … altrimenti mi sa che alla prossima attesa mi precipito di nuovo dal tabacchino! Buono mese gratis a tutti!

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Mani impegnate.2

Leggo oggi sul Punto Informatico le rivelazioni riguardo al nuovo Eee pc: si chiamerà 900, avrà uno schermo da 8,9 pollici e una memoria da 8 (nella versione XP), 12 o 20 Giga (nelle versioni Linux). Più avanti il supporto a WiMax, niente bluetooth. Tra maggio e giugno arriveranno anche nuovi colori e modelli rinnovati nel look. Il costo confermato sarà si 399 euro.

Scopro però che esistono aggeggi altrettanto interessanti in giro, se non di più, come per esempio questo gioiellino di MSI (che non è l’acronimo di Movimento Sociale Italiano, no, no e no) che forse mi piace anche di più dell’Eee pc, soprattutto per il design e la capacità (ben 80 Giga). Si tratta dell’MSI Wind, che monterà lo stesso processore Atom scelto da Asus per l’Eee pc. Ecco una scheda completa con le caratteristiche di questo meraviglioso oggettino, ed un link ad un video di presentazione (la penultima sezione del video riguarda il computerino). Si capisce però che il prezzo in questo caso sarà superiore a quello dell’Eee pc. Tra l’altro, ho letto in un forum che pare che questo subnotebook non verrà realmente prodotto e immesso sul mercato, e che il suo lancio serva solo a rallentare le vendite del più noto competitor. Bah.

Ne rinvengo, su Wikipedia questa volta, un altro esemplare: si tratta del Cloudbook di Everex, display da 7 pollici, sitema operativo gOS (che ho più volte provato ad istallare senza successo sul mio catorcio), decisamente meno interessante degli altri due ma comunque da tenere in considerazione.

Insomma, sì, mi piacciono i subnotebook e sono squattrinata, c’è forse qualcosa di male in tutto questo?? 😉 Tenendo conto dei famosi incentivi per i co.co.co, gli assegnisti e gli altri fortunelli del mondo del lavoro di cui ho già parlato altrove in questo blog, potrei avere un computerino nuovo di zecca che potrei portare sempre con me per lavoro e per diletto. Una donna fortunata!

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Contributo di 200 € per l’acquisto di un pc

risparmiare.jpgQuesto articolo è quasi completamente OT, se non per il fatto che si riallaccia alla mia breve nota di qualche giorno fa sul piccoletto dei miei desideri, l’eee pc.

Smanettando nel sito italiano dedicato al computerino, ho trovato questo interessante post, che linko molto volentieri. Pare che il Ministero delle Finanze, nella persona del Dipartimento del Tesoro, abbia stanziato una somma piuttosto ragguardevole quale contributo all’acquisto di un pc desktop o portatile per coloro i quali, come chi scrive, si pregiano di avere in essere, come si suol dire, un meraviglioso contratto di lavoro parasubordinato, sia esso co.co.co., co.co.pro. o assegno di ricerca. Vi sarà la possibilità di usufruire del contributo entro il 31 dicembre del 2008 e comunque fintanto che le risorse stanziate non si esauriranno.

Per i dettagli tecnici, i capi di legge e l’elenco dei rivenditori che hanno aderito all’iniziativa, rimando al sito ufficiale del progetto.

Mi pare una cosa estremamente interessante e da sapere, e mi chiedo di cosa si occupino i giornalisti, e gli addetti stampa di coloro che queste leggi le hanno promosse e promulgate. Tutti a fare la fila al tribunale per il delitto di Erba? Bah.

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