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Cinque anni di celodurismo davanti.

Si vede che ai miei compaesani basta e avanza uno che minaccia insurrezioni armate perchè i simboli sulla scheda elettorale non si leggono bene (forse non li legge lui, a me e a mia nonna di novant’anni parevano chiarissimi); si vede che le mie concittadine non si sentono per nulla offese dalle battute machiste del capo del governo designato; si vede che i miei vicini di casa e compagni di scuola sentono che i loro interessi sono tutelati da gente che da più di 15 anni urla e strepita ma che di concreto, quando ne ha avuto la possibilità, per le nostre terre non ha fatto un bel niente; si vede che i nostri insegnanti e gli adulti che ci hanno cresciuto non hanno saputo trasmetterci altro che l’attaccamento al nostro peraltro esteticamente discutibile campanile. Evidentemente, i nostri compaesani doc e stranieri hanno bisogno della catarsi collettiva, di sentirsi le vittime designate di uno stato che non c’è, e di credere che se i servizi pubblici fanno schifo è colpa dei romani, degli stranieri e comunque de “chealtri”. Noi, che da che mondo è mondo tiriamo a lucido il pavimento dentro casa e bruciamo la plastica in cortile; noi, che dalla notte dei tempi rincorriamo il mito del vestito della festa; noi, che le donne fino a 60 anni fa le facevamo mangiare sulle scale. Noi, a quanto pare non abbiamo ancora capito un cazzo.

Ecco i risultati delle elezioni al mio paese:

cameranosimboli

Si invitano pertanto tutti i cittadini maschi a rifornirsi di viagra e fazzoletti verdi, le cittadine a minursi di sorrisi e scollature, ed entrambe le categorie così agghindate a riunirsi sulla pubblica piazza, dove intoneranno in coro che la Lega ce l’ha duro, che Roma è ladrona, e che Silvio c’è e grazie Silvio, giurando nel contempo sulla testa dei propri figli che credono nella capacità di questi individui di risollevare le sorti di questa nazione. Poi potranno poi brindare tutti insieme grazie ai miliardi risparmiati dall’ICI sulla prima casa. E lasciateci lavorare!

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Smoking China

Mi stavo dimenticando la cosa più importante. Sabato sera, a caccia di emozioni low cost e trascinati più dall’austerity che dal reale apprezzamento per il cibo, siamo andati al ristorante cinese. Eravamo in nove, di cui 7 mangianti e 2 rifiutanti. In effetti non è che il cibo cinese che ci danno in Europa sia esattamente il massimo per il palato (e lo stomaco).

Ovviamente ci siamo divertiti un casino, anche perchè un nostro caro amico in un momento di ebrezza alcolica ci ha confidato che forse sarà candidato alle prossime elezioni… non posso scrivere con chi, purtroppo. Se verrà eletto sul serio sarà la prova che i miracoli esistono e allora io riuscirò davvero a smettere di stabaccare. Ad ogni modo dei nove presenti solo un paio sono fumatori accaniti, per cui non è stato difficile resistere, anche perchè fuori faceva freddissimo e, nonostante il noto amore dei cinesi per le cicche, non mi passa neanche per l’anticamera dei bronchi di uscire all’addiaccio per fumare. Meno male.

La cosa più buffa di quel ristorante è che dopo la cena, se gli si chiede un digestivo cinese con il “bicchierino speciale”, portano il solito intruglio alle rose (che tra l’altro mi piace, nonostante abbia un vago retrogusto di detersivo per i vetri, o forse proprio per quello) in dei graziosi bicchierini che nascondono un trucchetto: hanno un doppio fondo che mostra un’immaginetta osée (sia maschile che femminile) solo se sono pieni. Presente le pennine che, girandole, mostravano la figura nuda? Ecco, quelle. Un regalo ideale per una zia (o suocera, perchè no!) . Cercando un’immagine del bicchierino in questione ho trovato questo post: a lei però mi sa che è andata meglio (2 amiche con 6 uomini, hi hi hi).

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