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Ritardo, lentezza e altre scuse

Non ho aggiornato per tantissimi giorni il mio blog, dopo l’expliot contributistico del mese scorso. Non ho avuto molto tempo, e neanche molta ispirazione, a dire il vero. Purtroppo sono presa da altre, più spiacevoli, incombenze che mi impegnano sia mentalmente che fisicamente (anche fiscalmente, se è per quello).

Sarà che sono piuttosto lenta per natura. lentezza.jpeg

Va detto però che non demordo e non abbandono i miei propositi. Secondo il mio contatore installato sul mio browser preferito, oggi siamo a:

  • 778 sigarette non fumate
  • 140,27 euro risparmiati

Ottimo direi, anche se gli euro non sono veramente risparmiati perchè, con il fatto di non fumare, penso di averne già spesi almeno tre volte tanto in gratificazioni (poverelle, per carità) di ogni genere e sorta, eee pc a parte, perchè ho deciso di aspettare che lo rendano più capiente e che ci mettano uno schermo possibile, perchè quello è veramente troppo piccolo.

Vorrei terminare la mia riflessione serale esprimendo la mia perplessità sulla arcinota e mai sufficientemente temuta difficoltà che il fumatore proverbialmente incontra nel perseguire il suo obiettivo, ovvero smettere o, come direbbe mia nonna, “mettere giù”. Sinceramente finora non mi pare di aver fatto questo grande sforzo: certo, qualche sera mi sembra che mi potrebbe piacere sfumazzare dopo aver sbevucchiato un buon vinello o una copiosa quantità di birrozze pagate a caro prezzo, ma si tratta solo di una sensazione passeggera che svanisce in un istante. Per il resto non mi viene neanche in mente, e sono passati due mesi. Non fumavo pochissimo e mi piaceva, anzi, mi sembrava che mi piacesse parecchio. Non sono neanche ingrassata (credo veramente che vi sia del miracoloso, dovrebbero indagare qui, altro che andare in giro a riesumar’ cadaveri). Pertanto, secondo me la proverbiale difficoltà è più che altro una scusa o, volendo, una minchiata, passatemi il francesismo. Sarà molto più difficile adesso, una volta terminato il post, alzarsi e non fiondarsi come una saetta a svuotare quella meravigliosa, ammicante scatoletta di biscottini al cioccolato da cui ho già abbondantemente attinto prima di inziare con il post…

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Archiviato in come, cosa, quando

Smoking China

Mi stavo dimenticando la cosa più importante. Sabato sera, a caccia di emozioni low cost e trascinati più dall’austerity che dal reale apprezzamento per il cibo, siamo andati al ristorante cinese. Eravamo in nove, di cui 7 mangianti e 2 rifiutanti. In effetti non è che il cibo cinese che ci danno in Europa sia esattamente il massimo per il palato (e lo stomaco).

Ovviamente ci siamo divertiti un casino, anche perchè un nostro caro amico in un momento di ebrezza alcolica ci ha confidato che forse sarà candidato alle prossime elezioni… non posso scrivere con chi, purtroppo. Se verrà eletto sul serio sarà la prova che i miracoli esistono e allora io riuscirò davvero a smettere di stabaccare. Ad ogni modo dei nove presenti solo un paio sono fumatori accaniti, per cui non è stato difficile resistere, anche perchè fuori faceva freddissimo e, nonostante il noto amore dei cinesi per le cicche, non mi passa neanche per l’anticamera dei bronchi di uscire all’addiaccio per fumare. Meno male.

La cosa più buffa di quel ristorante è che dopo la cena, se gli si chiede un digestivo cinese con il “bicchierino speciale”, portano il solito intruglio alle rose (che tra l’altro mi piace, nonostante abbia un vago retrogusto di detersivo per i vetri, o forse proprio per quello) in dei graziosi bicchierini che nascondono un trucchetto: hanno un doppio fondo che mostra un’immaginetta osée (sia maschile che femminile) solo se sono pieni. Presente le pennine che, girandole, mostravano la figura nuda? Ecco, quelle. Un regalo ideale per una zia (o suocera, perchè no!) . Cercando un’immagine del bicchierino in questione ho trovato questo post: a lei però mi sa che è andata meglio (2 amiche con 6 uomini, hi hi hi).

crazy_signs_smoking_ok.jpg

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Tutto liscio

Finora tutto liscio. Nessun tiro, nessun cedimento, niente. Non sembro nemmeno io!

Il concerto di Vincio Capossela è stato emozionante, eravamo solo un centinaio di persone e l’atmosfera era estremamente intima. Ha eseguito alcune lamentazioni di Michelangelo e parecchi brani da “Canzoni a Manovella” che è poi il mio album prefrerito fra i suoi, o almeno quello che conosco meglio. Verso la fine del concerto ha anche cantato la mia preferita in assoluto, I pianoforti di Lubecca. Memorabile. Poi non pensavo fosse così raffinato e bravo dal vivo.

L’unico neo è stata la lunga attesa (che in altri tempi mi avrebbe portato a fumare un fantastiliardo di sigarette almeno) l’ora tarda ed il conseguente ritardo mastodontico in ufficio la mattina dopo. Ma no cigarettes, e questo è ciò che conta!!

Ed è filato tutto liscio anche durante il week end. Che sia un miracolo?

A proposito di “Canzoni a Manovella”, ho scovato un bel blog a tematica musicale che si intitola proprio così: http://canzoniamanovella.blogs.it/

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