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Cinque anni di celodurismo davanti.

Si vede che ai miei compaesani basta e avanza uno che minaccia insurrezioni armate perchè i simboli sulla scheda elettorale non si leggono bene (forse non li legge lui, a me e a mia nonna di novant’anni parevano chiarissimi); si vede che le mie concittadine non si sentono per nulla offese dalle battute machiste del capo del governo designato; si vede che i miei vicini di casa e compagni di scuola sentono che i loro interessi sono tutelati da gente che da più di 15 anni urla e strepita ma che di concreto, quando ne ha avuto la possibilità, per le nostre terre non ha fatto un bel niente; si vede che i nostri insegnanti e gli adulti che ci hanno cresciuto non hanno saputo trasmetterci altro che l’attaccamento al nostro peraltro esteticamente discutibile campanile. Evidentemente, i nostri compaesani doc e stranieri hanno bisogno della catarsi collettiva, di sentirsi le vittime designate di uno stato che non c’è, e di credere che se i servizi pubblici fanno schifo è colpa dei romani, degli stranieri e comunque de “chealtri”. Noi, che da che mondo è mondo tiriamo a lucido il pavimento dentro casa e bruciamo la plastica in cortile; noi, che dalla notte dei tempi rincorriamo il mito del vestito della festa; noi, che le donne fino a 60 anni fa le facevamo mangiare sulle scale. Noi, a quanto pare non abbiamo ancora capito un cazzo.

Ecco i risultati delle elezioni al mio paese:

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Si invitano pertanto tutti i cittadini maschi a rifornirsi di viagra e fazzoletti verdi, le cittadine a minursi di sorrisi e scollature, ed entrambe le categorie così agghindate a riunirsi sulla pubblica piazza, dove intoneranno in coro che la Lega ce l’ha duro, che Roma è ladrona, e che Silvio c’è e grazie Silvio, giurando nel contempo sulla testa dei propri figli che credono nella capacità di questi individui di risollevare le sorti di questa nazione. Poi potranno poi brindare tutti insieme grazie ai miliardi risparmiati dall’ICI sulla prima casa. E lasciateci lavorare!

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Non sei d’accordo con la politica demografica del tuo paese?

Un gruppo di dimostranti russi, a qualche giorno dalle elezioni, hanno deciso di esternare tutto il loro dissenso nei confronti delle politiche demografiche del loro allora non ancora eletto presidente Medvedev (che significa orso in russo), le quali mirano ad ottenere, attraverso una serie di incentivi e operazioni di impatto sociale, una forte crescita della popolazione che entro il 2045 dovrebbe arrivare a 145 milioni. Cosa decidono di fare i dimostranti?

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Accompagnati al museo di Biologia Naturale di Mosca da una specie di mago Zurlì con tanto di tuba, gli indignati cittadini si tolgono i vestiti e decidono, tutti insieme appassionatamente, di contribuire al raggiungimento degli obiettivi posti dal loro futuro presidente, giustificando per iscritto la loro performance: “Gli orsi si estingueranno presto! Dobbiamo sostenere gli orsi!”. Non c’è che dire: obbedienti e soprattutto pronti questi russi!

Cosa c’entra con smettere di fumare questo post? Assolutamente niente, ovviamente! Non posso mica solo pensare alle sigarette, altrimenti ammattisco! Poi, visto che siamo in clima di elezioni anche in Italia, cercavo un’apertura interessante per la categoria. Mi pare di averla trovata.

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