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Keep the motivation – Il Picnic

Ho letto in giro che una delle minacce principali che adombrano il sentiero luminoso dell’ex fumatore (e dell’ex fumatrice) è la perdita di motivazione (lo so, fa molto iuessai, ma tant’è, se la sono inventati loro questa cosa della motivazione e io gliene rendo merito) con conseguente aumento esponenziale delle possibilità di ricaduta nel meraviglioso vortice della nicotina. Ecco allora che procedo con il giochetto più vecchio del mondo : l’autoconvincimento. Ne ho una per tutte le stagioni: non sono mai stata così magra in vita mia (estate) – il mio lavoro mi piace un sacco (sempre) – tutto sommato non mi interessa molto della moda (di solito al cambio stagione, quando ti rendi conto che l’anno precedente andavi in giro con delle cose improponibili) – chissenefrega di quello che pensano gli altri (sempre) – con questi capelli corti sembro più giovane (oggi 😦 ). Ora è il turno di “fumare non mi è mai piaciuto”.

E’ primavera e, grazie alle feste ed al sole ritrovato, noi si suole ormai da qualche anno ritrovarci in campagna, finchè ce ne rimane una, con l’unico obiettivo di aumentare smisuratamente il nostro CIL (Colesterolo Interno – Lardo) con sfiziose merende a base di porchetta e vino rosso. Tale illustre simposio prende il nome di Candola, dallo strumento che serve per estrarre il vino dalla damigiana. Orbene, fu proprio in occasione di uno di questi lieti convivi, quattro anni orsono, il primo momento in cui mi resi conto che ero completamente dipendente dalle maledette cicche. Immaginate la scena: domenica pomeriggio inoltrato, penso fosse il 2 giugno. Nessuno dopo tutta la giornata ha più neanche l’ombra di una sigaretta, siamo sul Brenta ed il primo distributore (è domenica) chissà dov’è, nessuno ha voglia di andare all’avanscoperta. I fumatori si scrutano tra di loro per cogliere in flagrante il più ingenuo, il più inetto o il più brillo tra loro che malauguratamente si sogni di estrarre il pacchetto ancora pieno dalla tasca. Alcuni si allontano verso la macchina, soli, con fare guardingo e misterioso, per tornare dopo qualche minuto con l’aria di chi ce l’ha fatta. Io, completamente senza cicche, perdo qualsiasi desiderio: niente pallavolo, niente partita di carte, chissenefrega del freesbe, lungi da me vino e porchetta: l’unica cosa che voglio è una sigaretta. Dopo parecchie ore in questo stato , la proverbiale illuminazione mi folgora, appunto, come una botta in testa: sono completamente succuba delle sigarette, anche se non mi piacciono poi tanto, anche se non fumo senza chewing gum. Decido così di iniziare il primo calvario, durato ben poco: dopo qualche mese riprendo alla grande.

Riuscirò anche questa volta a superare la prova pic nic? Domani, 25 aprile, l’ardua sentenza! Intanto, sotto con il keep the motivation. Devo scrivere 200 volte la frase: fumare non mi è mai piaciuto.

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(Vale il copiaincolla?)

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