L’eleganza, ovvero l’arte dello scrocco

Domenica pomeriggio. Due amici si incontrano e chiacchierano del più e del meno, seduti al sole. Uno indossa una giacca dal taglio elegante e, da come la indossa, ne è evidentemente orgoglioso. L’altro, accendino alla mano, gli dice ammirandolo con aria sorniona: “Beh, proprio una bella giacca, complimenti, ti sta benissimo”. Il proprietario della giacca si inorgoglisce non poco, quando l’amico aggiunge : “Bella davvero, soprattutto il taglio delle tasche”. Tace e sorseggia la sua birra, compiaciuto.

“Non è che dentro quelle tasche avresti un pacchetto di sigarette per caso?”

Chapeau. 🙂


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Da cosa si vede se uno fuma.

Un post più leggero per smaltire la sbornia triste del post elezioni.

Qualcuno è capitato nel mio blog cercando esattamente queste parole chiave: da cosa si vede se uno fuma. Questo è un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato. Allora, in ordine sparso ti scrivo, caro amico sconosciuto (ci scommetto che sei un maschietto) i vari indizi che portano all’inevitabile conclusione: uno si dota di sigarette, accendino, cerini, cartine, tabacco, filtrini ed altri gadget esteticamente orrendi, insomma tutto l’armamentario del giovane tabagista/fumatore. Siccome l’adolescente è di per se sbadato lascia in giro i pezzi: è inevitabile che si faccia sgammare. Occhio soprattutto alle cartine trasparenti che foderano i pacchetti di sigarette: non si sa perchè, ma non stanno mai al loro posto … Se si tratta di un adolescente precisino è più dura, ma tendenze maniaco ossessive (tipo urla sfrenate se si sfiora con il pensiero la tasca destra del giubbetto) rivelano a volte più di quanto si tenderebbe a pensare. Poi una certa aria da arrivato, da uno che ha scoperto come va il mondo, che si sa divertire, che sa stare al gioco, uno tranquillo insomma. Elementi fisici che tradiscano il fumatore secondo me non ce ne sono, se è quello che indendevi.

Se invece la richiesta proveniva da una bimba le dico solo una cosa: lascia perdere. Si va da lì alla playstation (o quello con cui giocano adesso) fino a 30 anni. Trovatene uno in gamba, che da qualche parte ce ne saranno ancora, se proprio devi.

Chissà se ho imbroccato. Amico o amica sconosciuti, per favore fatemi sapere se ho indovinato. Sherlock che non sono altro, si vede che anni e anni di tabagismo non mi hanno del tutto rovinato. 🙂

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Cinque anni di celodurismo davanti.

Si vede che ai miei compaesani basta e avanza uno che minaccia insurrezioni armate perchè i simboli sulla scheda elettorale non si leggono bene (forse non li legge lui, a me e a mia nonna di novant’anni parevano chiarissimi); si vede che le mie concittadine non si sentono per nulla offese dalle battute machiste del capo del governo designato; si vede che i miei vicini di casa e compagni di scuola sentono che i loro interessi sono tutelati da gente che da più di 15 anni urla e strepita ma che di concreto, quando ne ha avuto la possibilità, per le nostre terre non ha fatto un bel niente; si vede che i nostri insegnanti e gli adulti che ci hanno cresciuto non hanno saputo trasmetterci altro che l’attaccamento al nostro peraltro esteticamente discutibile campanile. Evidentemente, i nostri compaesani doc e stranieri hanno bisogno della catarsi collettiva, di sentirsi le vittime designate di uno stato che non c’è, e di credere che se i servizi pubblici fanno schifo è colpa dei romani, degli stranieri e comunque de “chealtri”. Noi, che da che mondo è mondo tiriamo a lucido il pavimento dentro casa e bruciamo la plastica in cortile; noi, che dalla notte dei tempi rincorriamo il mito del vestito della festa; noi, che le donne fino a 60 anni fa le facevamo mangiare sulle scale. Noi, a quanto pare non abbiamo ancora capito un cazzo.

Ecco i risultati delle elezioni al mio paese:

cameranosimboli

Si invitano pertanto tutti i cittadini maschi a rifornirsi di viagra e fazzoletti verdi, le cittadine a minursi di sorrisi e scollature, ed entrambe le categorie così agghindate a riunirsi sulla pubblica piazza, dove intoneranno in coro che la Lega ce l’ha duro, che Roma è ladrona, e che Silvio c’è e grazie Silvio, giurando nel contempo sulla testa dei propri figli che credono nella capacità di questi individui di risollevare le sorti di questa nazione. Poi potranno poi brindare tutti insieme grazie ai miliardi risparmiati dall’ICI sulla prima casa. E lasciateci lavorare!

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Tristezza fondamentale.

Scrivo poco in questi giorni perchè fondamentalmente sta andando tutto bene: sono andata a correre con una discreta regolarità, la casacchetta che ho acquistato è un amore, non fumo e non ho voglia di fumare, e statisticamente parlando ho risparmiato circa 270 euro dall’inizio dell’anno (siamo a tre mesi finiti dal momento del gran rifiuto). Ciononostante ho la tristezza fondamentale (come scrisse un alunno di mia madre in un tema in classe, fantastico) nel cuore. Perchè? Elenco i motivi atmosferici:

1) Piove sempre;

2) Piove sempre;

3) Anzi adesso grandina;

4) Se mi fossero piaciuti i climi da foresta pluviale sarei andata a vivere in amazzonia;

5) A causa di sto tempo maledetto, tutti i semini che ho piantanto (lathyrus odoratus, antirrhinum majus e altre fiorellini vari) non cresceranno mai;

6) Ho freddo ma il riscaldamento è stato spento perchè siamo in Unione Sovietica e quando è estate, è estate.

E questi sono i motivi climatici. Sugli altri ci sarebbe da scrivere per settimane, anche se non credo ne valga la pena, un diario depresso non aiuterà chi decide di smettere di fumare come ho fatto io. Meglio restare allegri, anche perchè fra 13 minuti chiudono i seggi elettorali e inizieremo la sagra degli exit poll e dei brogli e chi più ne ha più ne metta, quindi avrò di che essere ancora più depressa.

Concludo dicendo che ho visto Report ieri sera, è stata per quanto mi riguarda la puntata più interessante della stagione, che mi ha portato ad iscrivermi a guesto GAS (gruppo di acquisto solidale). Appena avrò dettagli lo scriverò anche in questo blog.

Saluti, baci, e speriamo che torni il sole in senso fisico e metaforico.

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Fuga dalla nicotina, se c’è il sole.

Mi hanno detto che quando si smette di fumare sarebbe meglio fare dello sport (a quanto pare, per quanto moderno sia, l’uso smodato della chat e la scrittura di un blog non vengono annoverati tra le discipline sportive) per espellere le tossine e riprendere a respirare in maniera consona ad un essere umano, ovvero riuscire a fare due rampe di scale senza la necessità di avere una bombola d’ossigeno a portata di mano una volta arrivati. Pertanto, ho ritenuto opportuno di associare alla lezione di Yoga settimanale (che peraltro mi sta dando grandi soddisfazioni) l’unica attività che mi posso permettere: la corsa. Quindi da ora in poi sono costretta, più dall’ago della bilancia che dalle opinioni altrui, almeno tre volte la settimana ad andare a farmi una bella corsetta di almeno un quarto d’ora . Devo dire che la prima volta ho avuto ottimi risultati nonostante sia drasticamente fuori forma, quindi continuerò con entusiasmo. Poi di buono c’è che correre fa passare (almeno per qualche minuto) la voglia di mangiare, e visto il mio delicato stato di ex fumatrice e neo cicciottella è di sicuro un grande merito della suddetta, da me sempre denigrata, attività. Ora non mi resta che indossare le nuove giacchettine da jogging che mi sono prontamente procurata e iniziare a correre… speriamo che duri. Già stasera penso che non se ne farà niente: piove a catinelle. Evvai!

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Un consiglio un po’ … azzardato.

Sentite che consiglione ci danno per smettere di fumare questi furbacchioni di Winners Club – Vincere on line (non metto il link perchè puzza di spam, se vi interessa non vi resta che cercarlo!):

” La maggior parte dei fumatori non è in grado di togliersi il vizio. Diranno che ne possono uscire quando vogliono, ma la verità è che la tossicodipendenza è troppo forte. Ora arriva un’idea che potrebbe aiutare le persone a smettere di fumare, una volta per tutte. Cominciare a giocare d’azzardo. “

Pare che un signore bavarese abbia investito quello che spendeva quotidianamente per le sigarette in biglietti della lotteria e grattini vari, diventando il fortunato vincitore di una discreta sommetta.

“Le persone con problemi di dipendenza trovano più facile cacciare via un’ abitudine dando il via ad un’ altra. Mentre l’uomo si stava auto-curando, è accaduta una cosa ironica. Ha vinto la lotteria. Adesso è un ex fumatore , milionario”.

Ma pensa te, non mi era mica venuto in mente … Geniale, no?

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Ragazzi, è dura.

Ragazzi, lo confesso: ieri sera stavo per cedere. Sono passati quasi tre mesi ma a me sembrano tre minuti da quanta è ancora la voglia di fumare. Se volete vi descrivo la sintomatologia: se state smettendo di fumare e osservate la presenza di uno solo di questi sintomi dovete prendere provvedimenti immediatamente. Se constatate la presenza di due o più sintomi contemporaneamente siete quasi senza speranza: o correte a casa e vi rimettete a leggere tutta la pappardella di Easy Way  (l’oblio duraturo è garantito) oppure vi conviene scolarvi una bottiglia di qualcosa di forte e andare a dormire anche se sono le tre del pomeriggio.  I sintomi sono, nell’odine:

1. Fumano tutti, tutti i vostri amici, tutti i passanti compresi i bambini, i muri, le sedie e i tavoli. Tutto il mondo fuma e si diverte tranne voi che siete troppo intenti a pensare a quanto dareste pur di fumarvi una cicchettina, o almeno un tiro. Uno solo. Mezzo.

2. Avete una grandissima voglia di ingurgitare smodatamente qualsiasi cosa di commestibile nel raggio di un chilometro o, in alternativa, di bere qualsiasi cosa di super alcolico anche la sambuca che non vi è mai piaciuta.

3. Nonostante vi sforziate di visualizzare immagini positive, tipo spiagge incontaminate, belle donne o uomini a seconda dei vostri gusti, montagne verdeggianti e cascate sonore, uccellini cinguettanti e tutto l’armamentario new age, l’unica immagine che vi sembra veramente positiva è quella di voi che aggredite un amico per sottrargli la sigaretta mezzo fumata.

4. Provate un forte senso di rimpianto per il periodo meraviglioso in cui fumavate liberamente e un gran pentimento per aver deciso di smettere.

Io ieri sera li avevo tutti, e anche altri su cui preferisco sorvolare.

Dura è la vita dell’orgoglioso che decide di smettere di fumare: non può neanche degnamente fare marcia indietro.

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